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 GRUPPO ESCURSIONISTICO SALESE Riduci


  

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Notturna Appennino Parmense

 

16 Marzo 2018
Serata con DAVIDE CHIESA

 

24 Marzo 2018
Francigena Collecchio Fornovo

  

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 ULTIME NOTIZIE DAL GES Riduci
Classifiche Winter Trail del Ducato - domenica 14 gennaio 2018
7° MARIO DIECI - mercoledì 10 gennaio 2018

 

7° Mario Dieci

Grazie all’impegno del GES , con il patrocinio del Comune, della Proloco , dell’AVIS di Sala Baganza e del Parco del Ducato, ha potuto aver luogo la tradizionale camminata dell’Epifania.
Il clima festoso subito instauratosi tra i circa 130 partecipanti ha compensato il grigiore del cielo, più autunnale che invernale anche per la temperatura insolitamente mite.
Dal punto di ritrovo, la capanna degli Alpini, il gruppo è transitato sotto al versante sud della Rocca, per raggiungere attraverso stradine interne la sponda destra del Rio Manubiola. Attraversato il Rio , una buona traccia nei campi, seguita da una carraia nel bosco, ha portato i camminatori ad ammirare il Lago dei Pini, caratterizzato da un curioso isolotto al centro. Una comoda carraia attraverso  il bosco del Cappannella porta in breve al Lago della Vigna, il più a nord degli otto laghi che caratterizzano i Boschi di Carrega. A poca distanza dalla tenuta agricola del Burbello, il gruppo ha iniziato il percorso di rientro e grazie all’ospitalità della Proprietà del Ferlaro, ha potuto raggiungere l’imponente e ben conservata villa, ricostruita nel 1828 dall’architetto Paolo Gazzola su incarico di Maria Luigia.
Puntando decisamente verso est e attraversata la provinciale 15, i partecipanti hanno raggiunto la ciclabile sterrata che costeggia il Baganza, per riportarsi al punto di partenza. Un ricco pranzo conviviale ha concluso una giornata bigia, ma riscaldata dal sole dell’amicizia.

 

                                                                                                Marusi Giancarlo

 

 

 

 
7° WINTER TRAIL GOLF DEL DUCATO - domenica 7 gennaio 2018

Domenica 14 Gennaio 2018 si svolgera il 7° Winter Trail Golf  del Ducato, organizzato dal Gruppo Escursioninistico Salese e da Uisp Comitato di Parma una gara che attraverserà il campo da Golf del Ducato e il Parco Regionale dei Boschi di Carrega.                         

Locandina completa

 
XII° Gir d'la Malia - lunedì 16 ottobre 2017

GIR D'LA MALIA

Oltre 200 escursionisti (209 per i pignoli) di Sala, Felino e Provincia hanno accolto l’invito della Pro Loco di Sala Baganza e del GES a partecipare al tradizionale “gir d’la Malia”. I rappresentanti del GES hanno guidato i camminatori lungo l’interessante percorso ,tra i colori autunnali dei boschi, messi ancor più in risalto dalla splendida giornata di sole. Partiti dalla Rocca Sanvitale, dopo il saluto augurale della Duchessa, impersonata da Serena Tanzi della Compagnia della Bertesca, il folto gruppo si è incamminato per Via Zappati e Via Case Nuove per raggiungere il bosco della Capannella. Durante una breve sosta un bracciante della Duchessa, impersonato da Paolo Beschizza, ha rivelato imbarazzanti confidenze sui costumi della Nobildonna. Superata la località Serraglio, i partecipanti hanno attraversato i rinomati vigneti del Conventino,  dove la proprietà Calzetti ha offerto un simpatico rinfresco. Durante la sosta due graziose cortigiane, Federica Cesena e Valeria Ferrari, hanno intrattenuto i presenti spettegolando a ruota libera sui comportamenti libertini dell’Amalia. Ripreso il cammino e dopo una breve pausa presso il Lago della Svizzera, che dava evidenti segni di sofferenza per la prolungata siccità, il gruppo si è ricompattato presso il Centro Parco Levati.  Penultima fermata al Fontanone ( Bagno di Maria Amalia) dove i camminatori hanno rivisto la Duchessa scortata dalla sua guardia del corpo, impersonata dall’impettito Marco Zanelli.

Doverosa ultima sosta di fronte al Casino dei Boschi, per la foto di gruppo, prima d’imboccare il Viale degli Inglesi per rientrare alla Rocca. Un simpatico rinfresco, offerto dalla Pro Loco, con la presenza del Sindaco di Sala Aldo Spina, ha concluso questa splendida giornata conviviale.

                                                                   Giancarlo Marusi

 
Sui sentieri della Resistenza - martedì 10 ottobre 2017
               Val Pessola: da Castelcorniglio a Specchio     
Una trentina di volonterosi hanno accolto l’invito dell’ANPI di Sala Baganza e del GES (Gruppo Escursionistico Salese) a questa camminata rievocativa della Resistenza. Il Presidente dell’ALPI (Associazione Liberi Partigiani Italiani) Dr. Attilio Ubaldi ha citato i numerosi episodi di guerra partigiana nelle valli del Ceno, del Pessola e della vicina Valmozzola.
La breve escursione ha preso inizio dall’abitato di Fopla, poco dopo la confluenza del torrente Pessola nel Ceno. Superato il ponte sul Pessola la strada in salita porta a Castelcorniglio. Questo baluardo, a difesa della bassa Valceno, risale al 1220 e ospita numerose citazioni in latino, sui portali di arenaria, risalenti al periodo di proprietà degli Zanetti. Una piccolo locale è dedicato a ricordi della Resistenza. E’ grazie alla generosa ospitalità degli attuali proprietari, la Famiglia Buratti-Zanchi, che gli escursionisti hanno potuto non solo ammirare alcuni locali e pertinenze del castello, ma anche rifocillarsi con un gradito rinfresco.
Il percorso risale tra sterrate e sentieri sino al rustico nucleo abitativo di Case Raboini e sempre in salita, raggiunge il punto più alto dell’escursione la Maestà della Fosa a 688 m.
La discesa, con grandiosi spunti panoramici sulla Val Ceno ed il paese di Vianino, ha impegnato gli escursionisti per l’ultima ora di gradevole camminata sino alla meta finale: il grazioso abitato di Specchio.
Il cielo limpido e una gradevole temperatura autunnale hanno consentito ai nostri valorosi partecipanti di allestire, a fianco del sagrato della parrocchiale, un pantagruelico banchetto, secondo la tradizione del “sacco aperto” del GES: ogni commensale ha portato viveri e bevande da consumare in compagnia.

                                                                                  Giancarlo Marusi

 
Barcellona e Minorca - sabato 7 ottobre 2017

 

Da Barcellona a Minorca: dalla fiesta alla siesta

Antonio Violi, spesso definito “sceicco con il suo harem” (eravamo 11 donne e due uomini),  ci ha accompagnato a scoprire o riscoprire Barcellona e Minorca. Due mondi completamenti diversi: dalla fiesta alla siesta.

Giovedì 28 settembre 2017
Atterrati a Barcellona, e avendo solo poche ore per visitarla, la guida ha scelto di mostrarci la città dall’alto. Quindi siamo saliti su Montjuic (la montagna degli ebrei), una delle colline da dove si  gode una vista mozzafiato.  Dal belvedere ai piedi del  Palau Nacional, che attualmente ospita il museo d'arte catalana, intuiamo come una città antica e portuale abbia saputo rinnovarsi. Avveniristiche strutture architettoniche (grazie alle Olimpiadi  del ‘92) convivono con meraviglie del passato. E su tutte svetta la Sagrada Familia, l’ultimo delirio creativo di Antoni Gaudí. La guida ci ha poi portato ai piedi di questa ardita rivisitazione del gotico all’insegna della decorazione strabocchevole.  Due passi attorno alla Sagrada Familia per ammirare da vicino questo cantiere perennemente aperto.

La serata a Barcellona scorre tra innumerevoli opportunità: ristorantini sul porto con zuppa di pesce, concerti di flamenco e altro ancora. Su tutto però aleggia un velo di preoccupazione, perché tre giorni dopo la nostra giornata nella capitale della Catalogna si sarebbe tenuto il referendum per decidere sull’indipendenza dalla Spagna.

Venerdì 29 settembre 2017
Dopo un volo durato una manciata di minuti, atterriamo a Minorca, l’isola delle Baleari ideale per chi rifugge dal turismo di massa, che invece si riversa nelle vicine isole di Ibiza e Maiorca.
Sì, l’isola è piccolina: 48 km di lunghezza per una larghezza massima di 19 km, ma conta un sentiero di 185 km – il Camí de Cavalls - che corre attorno alla costa. E che costa! Spiagge pulitissime, deliziose insenature, scogliere selvagge, calette solitarie.

Nel pomeriggio ci mettiamo subito in marcia proprio sul Camí de Cavalls, che è un percorso circolare quindi si può iniziare da qualsiasi punto. È segnalato benissimo con dei paletti di legno. Dai racconti della guida capiamo quanto è amata quest’isola dai suoi abitanti. Più del 42% del suo territorio è protetto. Una quota piuttosto alta se si confronta con la media europea: appena il 9%.

Sabato 30 settembre 2017
La nostra passeggiata parte dal Faro di Favàritz, nel cuore del Parco naturale di Albufera. Attorno al faro ardesia grigia e nera, ma appena più avanti l’impatto rude dell’ardesia si addolcisce con le tante sfumature di turchese del mare.
Camminando spesso costeggiamo i muretti a secco e di tanto in tanto varchiamo i barreras de ullastre, i cancelli di legno “porta” d’ingresso alle proprietà terriere. Sono cancelli realizzati con legno di ulivo selvatico ritorto tipico di Minorca e che vengono prodotti da artigiani specializzati che si tramandano le tecniche di lavorazione di padre in figlio.
Il sentiero ci porta anche dentro alle Saline d’Addaia dove avvistiamo aironi e falchi di palude.

In serata siamo incuriositi da Ciutadella, così noleggiamo un pulmino e passeggiamo nel centro storico scandito da palazzi che ne testimoniano il passato aristocratico e da negozi e ristorantini segno di un presente dinamico e sofisticato. Molte di noi ritornano in albergo dopo aver comprato le avarcas le tipiche calzature minorchine, la cui origine si fa risalire pare ai tempi delle guerre puniche.

Domenica 1° ottobre 2017
Prima di imbarcarci sull’aereo che ci riporta in Italia, decidiamo di passeggiare lungo le vie del centro storico di Mahon, la capitale. Peccato che né l’aeroporto, né la stazione degli autobus siano provvisti di un deposito bagagli, così molti di noi hanno trascinato il trolley. A Mahon intuisci quanto sia sonnacchiosa e tranquilla la capitale. Quasi tutti gli esercizi commerciali sono chiusi di domenica e anziché la fiesta (come avviene nella vicina Barcellona) si preferisce la siesta.  E come dar loro torto. Vivono in un paradiso ed è saggio goderselo.

Lasciamo l’isola con dolcezza: per fortuna sono aperte le pasticcerie dove ci godiamo l’ensaimada, la brioche delle Baleari, servita al naturale, con crema o cioccolato. Una delizia! Questo breve viaggio è stato un assaggio di Minorca. Lasciamo l’isola con già la voglia di ritornarci.

 

                                                                        Appunti di viaggio di Carla Soffritti

 
ROCCABIASCA 2017 - venerdì 1 settembre 2017

5 Agosto 2017

Più di una ventina di appassionati della montagna ha accolto la proposta del nostro gruppo di trascorrere una giornata nell’ Appennino parmense lontani dalla calura cittadina.Con le auto abbiamo raggiunto la località Lagoni (1340 m.) e dopo una breve presentazione del percorso da parte delle guide Rodolfo, Sergio e Franco addetto al servizio fotografico, abbiamo imboccato la strada forestale fino a raggiungere il sentiero CAI 721 che direttamente porta al Monte Roccabiasca.Raggiunta la Cima (1730 m.) gli organizzatori hanno effettuato il consueto cambio annuale del libro di Vetta del Gruppo Escursionistico Salese.

Il panorama era perfettamente visibile grazie ad un cielo terso e limpido: la Riserva delle Guadine, il lago Pradaccio e il crinale del nostro appennino.Lasciata la vetta siamo scesi fino alle Capanne di Badignana ove abbiamo pranzato al sacco. Lasciate le Capanne siamo risaliti fino alla sella del monte Brusà per proseguire sul nuovo sentiero CAI aperto lo scorso anno che conduce alla Fontana del Vescovo.Rinfrescati dalle sue abbondanti acque abbiamo raggiunto il Passo Fugicchia, e passando per il lago Scuro abbiamo fatto ritorno ai Lagoni dove avevamo lasciato le auto.Tutti i partecipanti hanno ringraziato Rodolfo, Sergio e Franco per la bella giornata trascorsa tra le nostre colline ove qualcuno ha potuto portare a casa un piccolo ricordo a forma di……porcino.

 

                                                                                              Cecilia Ferrari

 
Trekking Renzo Re - giovedì 8 giugno 2017

Camminata sulle colline Salesi

Sempre nutrita la partecipazione a questa tradizionale camminata organizzata dal GES Gruppo Escursionistico Salese in collaborazione con la Proloco di Sala Baganza. Oltre 124 escursionisti si sono incamminati, dallo spiazzo antistante la Chiesa di Maiatico, verso il crinale che sovrasta i pliocenici calanchi di La Costa. Raggiunta la vicina località Capanna è iniziata la veloce discesa verso il solco del Rio Solvara, tra un tripudio di ginestre in fiore, mentre la vista spaziava verso le cime del Dosso, del Barigazzo e del vicino Prinzera. Alzando lo sguardo verso il cielo si potevano ammirare le evoluzioni di un bell’esemplare di poiana. I partecipanti hanno poi risalito la costa di Roncazzolo (altro punto panoramico in vista di Neviano dei Rossi) e dopo aver toccato le località Invarano e Grifone hanno raggiunto la stradina asfaltata che, passando per la Capannella, raggiunge Maiatico e la sua chiesa. Come da tradizione gli escursionisti hanno potuto rifocillarsi sotto al tendone del Centro Feste di Sala, dove i volontari del GES e della Proloco hanno preparato un lauto pranzo a base di specialità e pregiati vini locali.

                                                                                  

                                                                                                           Giancarlo Marusi

 

 
ISOLA DI PONZA - martedì 30 maggio 2017

ISOLA DI PONZA

La Cisterna Romana scavata nel tufo e i mille colori delle rocce vulcaniche; il cimitero Borbonico e le acque cristalline di un mare che non ha nulla da invidiare alle più note mete esotiche. Questo, e molto altro, è Ponza, l’isola posta al largo del promontorio del Circeo, a circa 23 miglia dalle coste del Lazio meridionale. Qui il GES, Gruppo Escursionistico Salese, ha organizzato un breve viaggio dal 26 al 28 maggio.

Dopo una notte trascorsa in pullman e circa un’ora di aliscafo, finalmente raggiungiamo l’isola sulla quale, ai tempi di Ulisse, regnava la maga Circe. Anche oggi Circe esercita i suoi influssi magici: il nostro soggiorno sull’isola è stato breve ma molto intenso e ha lasciato nei partecipanti il desiderio di tornare per assaporare meglio, con calma, la bellezza, il clima, la cordialità degli abitanti di Ponza.

Dopo un viaggio così faticoso sarebbe stato normale ritirarsi in albergo a riposare; al contrario, abbiamo iniziato subito la visita dell’isola: alcuni membri del gruppo si sono recati al cimitero Borbonico, uno dei più sorprendenti casi di architettura cimiteriale; altri, con i mezzi pubblici o scooter noleggiati, hanno preferito “esplorare” l’isola, lunga complessivamente 8 chilometri. Il pezzo forte della giornata è stata la visita alla Cisterna della Dragonara, della capacità di circa 2000 metri cubi, scavata nel tufo, adibita alla raccolta di acqua piovana, utilizzata per rifornire di acqua dolce alle navi romane e i pochi abitanti dell’isola. La cisterna è rimasta in funzione fino a pochi decenni fa. Oggi, l’isola viene rifornita di acqua per mezzo di navi.

Il secondo giorno ha visto i partecipanti impegnati in un trekking che si è concluso con la “conquista” del Monte Guardia, il punto più alto di Ponza, posto a 280 metri sul livello del mare. La fatica è stata ricompensata da un pranzo presso le antiche cantine Migliaccio, dove i vignaioli Antonio e Salvatore ci hanno accolto con molta cordialità e ci hanno preparato uno squisito pranzetto a base di prodotti tipici e di vino di loro produzione. A Ponza il vino viene ancora prodotto in modo artigianale, da viti coltivate su terrazzamenti. Per dare un’idea delle difficili condizioni nelle quali operano i viticultori dell’isola basti pensare che, dopo la pigiatura, il vino viene trasportato a valle, per la lavorazione finale, per mezzo di asini, ciascuno dei quali porta 60 litri di vino.

Il terzo giorno è stato dedicato ad una escursione in barca che ci ha permesso di ammirare dal mare le bellezze e i segreti di Ponza e di Palmarola, un’isola più piccola che, con Gavi, Zannone, Ventotene e S. Stefano, forma l’arcipelago Pontino.

Il periplo dell’isola è iniziato dal porto; per noi, la prima sorpresa sono state le Grotte di Pilato dove venivano allevate le murene, considerate, in epoca romana, una prelibatezza. L’origine vulcanica di Ponza è testimoniata dai diversi colori delle sue rocce: si susseguono il bianco della bentonite e il nero del basalto di Punta della Guardia che, con il suo faro, segna il limite sud dell’isola; e poi le falesie dalle innumerevoli sfumature: dal giallo, al rosso, al blu, al verde. La Spiaggia di Chiaia di Luna si presenta con il suo profilo a falce, sormontata da una falesia alta più di cento metri a picco sul mare. In una grotta, nelle vicinanze di questa spiaggia, abita la maga Circe.

Una deviazione dal periplo dell’isola principale ci porta a Palmarola, una delle isole minori dell’arcipelago, dove possiamo osservare una formazione di ossidiana, il vetro vulcanico usato dall’uomo primitivo per produrre lance e frecce.

Ritorniamo verso l’isola principale e, mentre il barcaiolo prepara una gustosa pasta al sugo di pomodoro, molti fanno il bagno in un’acqua limpidissima e cristallina. Torniamo a Ponza e, in attesa dell’aliscafo che ci riporterà sulla terraferma e, ahinoi, ai soliti impegni quotidiani, ci gustiamo un ottimo gelato seduti al tavolino della gelateria più antica dell’isola.

Quando desideri tornare nei luoghi che hai visitato significa che hai fatto un bel viaggio.

Un grandissimo grazie a Cristina, Antonio, Rodolfo, Sergio, per averci dato questa opportunità.

                                                           ARTONI MAURIZIO

 
VIA FRANCIGENA - venerdì 14 aprile 2017

FRANCIGENA DA FILATTIERA-AULLA

Ha riscosso grande successo in termini di partecipazione la tappa che quest'anno il Gruppo Escursionistico  Salese ha organizzato sulla Via Francigena, in terra di Lunigiana, fra Filattiera ed Aulla. Un percorso adatto a tutti e con tutto il fascino della natura e storia che contraddistingue la Via Francigena. 

Il nostro “cammino” prende il via dall'austera Pieve di Sorano a Filattiera,  uno dei capolavori del romanico nella zona di Massa,  che abbiamo potuto visitare, seppur giunti di mattina presto, grazie alla disponibilità delle sue custodi, le signore Sara ed Olga.
Ed è subito una immersione nella storia e preistoria: questo sito ha rivestito grande importanza anche prima dell'alto medioevo, qui sono state ritrovate  diverse steli di Luni, due delle quali sono conservate all'interno della pieve stessa.
Ma il desiderio di camminare è irresistibile e presto siamo sulla nostra via, attraverso borghi che hanno saputo mantenere intatto il loro sapore antico e una campagna rigogliosa al suo risveglio stagionale.
Attraversiamo Filattiera, ci inerpichiamo attraverso sentieri nel bosco sul crinale che ci porterà a Filetto. La carraia è per lunghi tratti affiancata da muretti di pietre ricavate dal dissodamento dei campi circostanti. A Filetto ci imbattiamo nel mercatino di antiquariato ed è divertente prendersi una breve pausa curiosando fra i banchi.
Grazie ad un recentissimo ponte ciclabile che attraversa il torrente Bagnone, evitiamo di passare dalla SS62 della Cisa, ed arriviamo a Virgoletta che ha conservato così bene il suo aspetto antico da farci stupire quando, in un piccolo spiazzo sulla via, troviamo un motorino parcheggiato.
Sempre avanti verso la nostra meta, ci imbattiamo in un lavatoio con mascheroni in marmo, piccoli guadi, boschi ombrosi e un ponte medievale con coreografica cascatella a fianco.
Siamo arrivati a Fornoli, minuscolo borgo in gran parte diroccato, ma chi ancora ci vive non ha mancato di ripristinare il sentiero che era interrotto, fino a qualche settimana prima, da un muro franato.
Un ultimo strappo in salita per arrivare a godere di un vasto panorama sulle Apuane, il loro profilo ci accompagnerà fino alla fine del nostro trekking ad Aulla.
Il bosco finisce a Terrarossa ed il recupero della massicciata della vecchia ferrovia ci consente di arrivare ad Aulla, all'abbazia di San Caprasio, in tutta sicurezza, lontano dal traffico della Cisa.
Una breve visita alla Chiesa ed al suo interessante museo del Pellegrinaggio chiudono in bellezza la nostra esperienza di pellegrini, almeno per il momento…

Chi vuole può fare apporre il secondo timbro sulla credenziale (dopo quello raccolto a Sorano): chissà quanti altri timbri saremo destinati a raccogliere!

                                                                  MONICA BERNI